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Quando un’azienda valuta il costo del proprio parco auto aziendale, spesso parte dalle voci più evidenti: canoni di noleggio, acquisto dei veicoli, assicurazioni, carburante o ricariche.

Sono costi importanti, ma raccontano soltanto una parte della storia.

Il vero costo di una flotta aziendale comprende infatti anche tutto ciò che serve per gestire quotidianamente veicoli, driver, contratti, fornitori, manutenzioni, scadenze, multe, sinistri, documentazione e fatture.

Ed è proprio nelle attività meno visibili che possono accumularsi costi nascosti e inefficienze.

Un veicolo fermo più del necessario, una scadenza gestita in ritardo, una fattura non verificata, un contratto non più adeguato alle percorrenze reali o semplicemente troppe ore dedicate ad attività amministrative possono incidere sul costo complessivo della flotta.

Per questo parlare di ottimizzazione della flotta aziendale non significa soltanto cercare un veicolo meno costoso o negoziare una rata di noleggio più bassa.

Significa avere una visione complessiva di come la flotta viene utilizzata e gestita.

“Il costo di un parco auto aziendale non è determinato soltanto dal prezzo dei veicoli.

È il risultato di tutte le attività che avvengono durante il loro ciclo di vita.

Per questo una strategia efficace di gestione e ottimizzazione della flotta aziendale deve andare oltre la semplice ricerca del prezzo più basso.

Occorre controllare i processi, monitorare le informazioni, coordinare i fornitori, presidiare le scadenze e comprendere come i veicoli vengono realmente utilizzati.

I costi nascosti non sono necessariamente costi inevitabili.

Spesso sono il risultato di processi che possono essere misurati, organizzati e migliorati, il primo passo è sapere dove cercarli.”

Il costo della flotta non è solo il costo dei veicoli

Ogni azienda sostiene un costo per mettere a disposizione dei propri collaboratori una mobilità adeguata alle esigenze operative.

Ma tra il momento in cui un veicolo viene ordinato e quello in cui viene restituito esiste un insieme articolato di attività.

Bisogna gestire manutenzione e pneumatici, monitorare scadenze e percorrenze, coordinare i fornitori, controllare le fatture, gestire multe e sinistri, seguire i driver, organizzare rinnovi e sostituzioni.

Quando queste attività sono distribuite tra più persone, fogli Excel, email e diversi fornitori, il rischio è perdere la visione d’insieme.

Ed è qui che possono emergere i costi nascosti della gestione del parco auto.

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1. Il tempo delle persone dedicato alla gestione operativa

Uno dei costi più difficili da vedere nel bilancio è il tempo.

La gestione di una flotta richiede infatti numerose attività ricorrenti: controllare una scadenza, contattare un’officina, verificare una fattura, rispondere a una richiesta di un driver, recuperare un documento, gestire una multa o seguire un sinistro.

Quando queste attività vengono svolte manualmente, possono assorbire una quantità significativa di tempo.

Il costo non è quindi soltanto quello del servizio acquistato, ma anche quello delle risorse interne necessarie per amministrarlo.

Una gestione della flotta aziendale strutturata permette di ridurre le attività ripetitive e concentrare le risorse sulle decisioni che hanno maggiore valore per l’azienda.

2. Veicoli sottoutilizzati o non più coerenti con le esigenze

Un’auto aziendale genera costi anche quando viene utilizzata poco.

Canone o ammortamento, assicurazione, manutenzione e altri oneri continuano infatti a incidere sul costo complessivo del veicolo.

Per questo non è sufficiente sapere quanti veicoli compongono la flotta.

È necessario capire come vengono realmente utilizzati.

Percorrenze, frequenza di utilizzo, tipologia di attività svolta e assegnazione ai driver possono evidenziare situazioni nelle quali la composizione della flotta non è più perfettamente coerente con le esigenze aziendali.

L’obiettivo dell’ottimizzazione non è necessariamente ridurre il numero di veicoli, ma fare in modo che ogni mezzo risponda a una reale esigenza di mobilità.

3. Manutenzione gestita in modo reattivo

La manutenzione è una componente inevitabile del costo di una flotta.

Il problema nasce quando viene gestita soltanto nel momento in cui si presenta un problema.

Un intervento urgente può infatti significare non soltanto il costo della riparazione, ma anche fermo del veicolo, perdita di produttività, gestione dell’auto sostitutiva e ulteriore attività amministrativa.

Una gestione ordinata di manutenzione, scadenze e pneumatici consente di programmare gli interventi e avere maggiore visibilità sul ciclo di vita dei veicoli.

4. Percorrenze non monitorate e costi contrattuali

Nel noleggio a lungo termine, la percorrenza prevista rappresenta un elemento importante del contratto.

Il problema può emergere quando i chilometri effettivamente percorsi si discostano significativamente da quelli inizialmente stimati e la situazione viene verificata soltanto quando il contratto è prossimo alla scadenza.

Monitorare periodicamente le percorrenze permette invece di individuare tempestivamente eventuali scostamenti e valutare le possibili azioni da intraprendere.

Una flotta deve essere gestita sulla base del suo utilizzo reale.

Il contratto dovrebbe essere coerente con la vita operativa del veicolo e non rimanere immutato mentre cambiano le esigenze dell’azienda.

La manutenzione non deve essere vista esclusivamente come una voce di costo, ma come una componente della continuità operativa della flotta.

5. Fatture e costi non verificati in modo sistematico

Una flotta aziendale può generare una quantità considerevole di documenti e fatture.

Noleggio, manutenzione, carburante, ricariche, telepedaggio, assicurazioni e servizi accessori coinvolgono spesso interlocutori differenti.

Se il controllo avviene esclusivamente in modo manuale, diventa più difficile individuare tempestivamente eventuali anomalie o costi non coerenti con i servizi effettivamente utilizzati.

Il controllo della fatturazione dovrebbe quindi essere parte integrante della gestione dei costi della flotta.

Non si tratta soltanto di verificare quanto è stato speso, ma di comprendere da cosa deriva la spesa e se è coerente con l’utilizzo del veicolo e con le condizioni concordate.

6. Multe e sanzioni: non solo l’importo della contravvenzione

Una multa rappresenta una spesa evidente.

Meno evidente è il tempo necessario per gestirla.

Identificare il driver, recuperare la documentazione, rispettare le scadenze, gestire eventuali ricorsi e aggiornare le informazioni richiede attività amministrative che, su una flotta numerosa, possono diventare significative.

Una gestione strutturata di multe e ricorsi consente di organizzare il processo e ridurre le attività manuali.

Anche in questo caso, il costo della flotta non coincide con quello riportato sulla singola sanzione.

7. Sinistri e fermo dei veicoli

Un sinistro può avere un impatto sull’azienda ben superiore al costo della riparazione.

Quando un veicolo rimane fermo, possono entrare in gioco auto sostitutive, perdita di produttività, gestione assicurativa, officine, documentazione e comunicazioni con il driver.

Più soggetti devono essere coordinati, maggiore diventa la complessità.

Una gestione dei sinistri organizzata permette di seguire le pratiche in modo strutturato e avere maggiore visibilità sullo stato dei veicoli.

Per una flotta aziendale, ridurre la complessità significa anche ridurre il tempo necessario per riportare il veicolo alla piena operatività.

8. Carburante, ricariche e dati che non dialogano tra loro

Il costo energetico della flotta è facilmente individuabile.

Più complesso è capire se i consumi siano coerenti con le percorrenze e con l’utilizzo dei veicoli.

Carburante, ricariche elettriche, chilometri percorsi e utilizzo del veicolo dovrebbero essere letti in maniera coordinata.

Quando le informazioni sono frammentate, diventa più difficile individuare anomalie e prendere decisioni basate sui dati.

La transizione verso flotte sempre più diversificate, con veicoli termici, ibridi ed elettrici, rende inoltre sempre più importante disporre di informazioni organizzate.

9. Fornitori e contratti gestiti senza una visione complessiva

Una flotta può coinvolgere numerosi fornitori: società di noleggio, officine, assicurazioni, società di telepedaggio, fornitori di carburante e servizi dedicati ai driver.

Il problema non è avere più fornitori.

Il problema nasce quando manca un coordinamento complessivo.

Contratti, condizioni economiche, scadenze e livelli di servizio dovrebbero essere monitorati all’interno di un processo strutturato.

La gestione dei fornitori della flotta permette di ridurre la frammentazione e avere un quadro più chiaro delle relazioni che contribuiscono al costo complessivo del parco auto.

10. Scadenze, rinnovi e sostituzioni gestiti troppo tardi

Le scadenze dei contratti non dovrebbero essere un semplice promemoria sul calendario.

Una scadenza comporta spesso una decisione: rinnovare, sostituire il veicolo, modificare la soluzione di mobilità o valutare nuove condizioni.

Se il processo parte troppo tardi, diminuisce il tempo disponibile per confrontare alternative e organizzare correttamente il passaggio al nuovo veicolo.

Una gestione efficace delle scadenze, proroghe, ordini e rinnovi consente invece di trasformare una scadenza da evento amministrativo a momento di pianificazione.

Analisi-costi-nascosti-parco-auto-aziendale-Facile-Flotta

I costi nascosti diventano evidenti quando si guarda la flotta nel suo insieme

I dieci elementi che abbiamo analizzato hanno una caratteristica comune: difficilmente rappresentano, da soli, il principale costo della flotta.

Il problema è la loro somma.

Una gestione frammentata può produrre contemporaneamente:

più tempo amministrativo + più attività manuali + veicoli sottoutilizzati + manutenzione non programmata + scadenze gestite in ritardo + difficoltà nel controllo delle fatture + fornitori non coordinati.

Il risultato può essere una flotta che funziona, ma che potrebbe funzionare meglio.

Ed è questa la differenza tra amministrare una flotta e gestire una flotta in modo strutturato.

Gestire una flotta significa avere controllo

Una gestione professionale della flotta aziendale dovrebbe permettere di avere una visione coordinata di veicoli, driver, manutenzione, scadenze, costi, fornitori, contratti e documentazione.

Non significa necessariamente eliminare ogni costo.

Significa sapere dove si concentra la spesa, quali attività richiedono più tempo e quali processi possono essere migliorati.

Per un CFO significa avere maggiore controllo sui costi.

Per un Fleet Manager significa ridurre il peso delle attività operative.

Per il Procurement significa gestire meglio fornitori e contratti.

Per l’azienda significa poter prendere decisioni sulla mobilità sulla base di informazioni organizzate.

Carpower Italia: dalla gestione operativa al controllo della flotta

Carpower Italia supporta le aziende nella gestione delle flotte aziendali, affiancandole nelle principali attività legate alla mobilità aziendale.

L’approccio parte dalla situazione reale della flotta e si concentra sulle aree nelle quali è possibile migliorare organizzazione, controllo e gestione.

L’obiettivo non è aggiungere complessità, ma toglierla.

Dalla gestione dei veicoli alla manutenzione, dalle scadenze ai sinistri, dalle multe alla gestione dei fornitori, dai contratti alla reportistica, Carpower Italia offre un punto di riferimento per coordinare le attività della flotta.

Meno complessità, più controllo, una flotta gestita meglio.

E se vuoi gestire internamente la tua flotta?

Non tutte le aziende hanno bisogno di affidare completamente all’esterno la gestione del proprio parco auto.

Per alcune realtà può essere più adatto mantenere internamente il controllo delle attività, disponendo però di uno strumento che permetta di organizzare e centralizzare le informazioni.

In questo scenario si inserisce Facile Flotta, la piattaforma di gestione della flotta messa a disposizione da Fleet Support e proposta da Carpower Italia.

Facile Flotta permette di centralizzare le principali informazioni relative alla flotta e di organizzare attività come:

  • gestione dei veicoli;
  • manutenzione;
  • scadenze;
  • carburante;
  • pedaggi;
  • multe;
  • dati e reportistica.

In questo modo l’azienda può avere un quadro più ordinato delle informazioni e ridurre la dipendenza da fogli di calcolo, documenti sparsi e processi manuali.

Se vuoi gestire internamente la tua flotta, Facile Flotta può rappresentare una soluzione digitale da valutare.

Da dove partire? Dal Fleet Check-up

Prima di intervenire sulla flotta, è importante capire dove si trovano realmente le principali aree di attenzione.

Per questo Carpower Italia ha sviluppato il Fleet Check-up, uno strumento pensato per effettuare una prima valutazione della gestione della flotta.

Attraverso il check-up è possibile riflettere su dimensione della flotta, modello organizzativo e principali problematiche operative, individuando le aree che meritano maggiore attenzione.

Non tutte le flotte hanno gli stessi problemi.

E non tutte hanno bisogno delle stesse soluzioni.

Il primo passo verso una flotta più efficiente è quindi capire da dove partire.

Vuoi capire quanto è efficiente la gestione della tua flotta?

Fai il Fleet Check-up Carpower Italia e individua le aree della tua gestione che possono essere migliorate.

Oppure, se preferisci confrontarti direttamente con un Fleet Specialist